La Causa di Don Umberto passa dalla Diocesi alla Santa Sede

È venerdì 18 gennaio 2008: siamo nella splendida Sala della Conciliazione del Palazzo del Vicariato di Roma gremita al massimo della sua capienza; diversi Vescovi e personalità nelle prime file e poi tanti sacerdoti e suore, soprattutto Oblati Figli e Figlie della Madonna del Divino Amore, tanti laici. Davanti al famoso tavolo che nel 1929 vide la firma dei Patti Lateranensi, si riunisce per la sua ultima sessione, quella detta appunto di Chiusura, il Tribunale che ha curato l’inchiesta diocesana sulle virtù e fama di santità di Don Umberto Terenzi, primo parroco e rettore del Santuario della Madonna del Divino Amore e Fondatore dei due Istituti di sacerdoti e suore che oggi operano in diversi Stati e continenti e sono presenti in gran numero nella sala. Presiede il Vicario della Diocesi di Roma, il Cardinale Camillo Ruini
Nei tre anni dell’inchiesta sono stati raccolti i documenti, le testimonianze su Don Umberto, e i suoi scritti. Ora il momento è solenne: tutto è pronto, racchiuso in due eleganti contenitori, e sta per essere inviato alla Congregazione per le Cause dei Santi che dovrà esaminare e valutare.
Il Notaio legge al microfono in latino il testo del verbale della sessione. I componenti del Tribunale firmano ogni atto. Il silenzio è completo. Tutti, anche i tanti che sono rimasti in piedi, ascoltano con attenzione. La commozione si legge sui volti soprattutto quando il Cardinal Ruini fa la sintesi della vita di Don Umberto, ricordando i tanti modi in cui egli ha vissuto il suo servizio a Gesù Cristo e alla Chiesa. Un lungo applauso esprime il ringraziamento di tutti per Don Umberto e per il Signore che ce lo ha donato.
Finalmente compaiono i nastri rossi e il sigillo della Diocesi di Roma per i timbri in ceralacca: i contenitori, legati e sigillati, vengono consegnati a Don Fernando Altieri che dall’inizio ha seguito questa Causa come Postulatore ed ora, in qualità di Portitore, prende in custodia i documenti che consegnerà personalmente alla Santa Sede. “Ita est”, “così è”, concludeva ad ogni atto il Notaio: il canto della Salve Regina e l’applauso finale concludono una giornata che resterà nel cuore di tutti!

Claudia Donnino